Foreign Exchange MarketVediamo qui in sintesi alcuni dei termini base usati nel Forex trading. Prima di iniziare una qualsiasi operazione di investimento all’interno del Foreign Exchange Market sarà bene documentarsi su tutte le sue dinamiche e su tutti i suoi meccanismi.

Queste definizioni vi saranno di certo utili in questo senso. Dopo aver visto quali sono i termini più utilizzati nel gruppo che va dalla A alla L, proseguiamo con la seconda parte che va dalla M alla Z.

Market Order = I cosiddetti ”Market Order” prevedono la possibilità di essere processati nel momento esatto in cui l’operatore su Forex (tenendo conto delle condizioni di mercato valide in quel preciso istante) ne fa richiesta.

Margin = Detto anche, semplicemente, ”Margine” è il vero e proprio fondo di garanzia che il cliente deve versare nel suo conto prima di iniziare a tradare per coprire le eventuali perdite.

Margin Call = Letteralmente può essere tradotto come ”Chiamata di margine” ed è, in sostanza, la domanda fatta al cliente per dei fondi addizionali. Si tratta di una condizione imposta da una società di compensazione ad un membro e prevede che questo versi un deposito minimo con il fine di coprire i movimenti monetari  negativi avvenuti durante l’attività all’interno del mercato Forex.

OCO Order = L’ordine OCO (acronimo che sta per ”Order Cancels the Othe”) indica un ordine che ne cancella un altro. Questa tipologia di ordini consente al trader con due ordini in atto che l’esecuzione di uno dei due sottintenda la cancellazione diretta ed istantanea dell’altro.

Open Position = Letteralmente significa ”Posizione aperta” ed indica i casi in cui una qualsiasi transazione non viene regolata e resa effettiva attraverso un pagamento materiale oppure, in alternativa, controbilanciata da un’altra transazione uguale e contraria, relativamente allo stesso giorno.

Overnight Trading = Con questa definizione vengono indicati un acquisto oppure una vendita effettuate in un lasso di tempo che va dalle ore 21:00 di un giorno alle ore 8:00 del giorno successivo.

Pip = Lo ‘’spread” viene misurato in ”Pip”. Il ”Pip” è il più piccolo movimento che può interessare il prezzo di una coppia di valute all’interno del mercato Forex. Più semplicemente, si può definire il ”Pip” come il più piccolo incremento possibile che può essere registrato al livello di un tasso di cambio.

A secondo del contesto e del caso, il valore suddetto è uguale a quello di un punto di base: è uguale, per esempio, a 0,0001 se parliamo di coppie di valute come EUR/USD o GBD/USD, mentre equivale a 0,01 nel caso di ”currency pairs” come USD/JPY ed EUR/JPY.

Posizione long = Aprire una posizione ”long” su online Forex significa acquistare una data valuta con il fine di trarre profitto e di guadagnare a seguito dell’aumento del suo valore.

Pensiamo ad uno scenario di questo genere: il trader prevede, a seguito delle sue analisi di mercato, l’aumento del valore di una data valuta. Per questa ragione la acquista. Se quanto previsto avverrà, l’investitore potrà in seguito rivendere la valuta ad un prezzo maggiorato rispetto a quello per cui l’aveva acquistata.

In sostanza ciò equivale a dire che l’investitore vuole comprare a poco per poi rivendere a molto.

Posizione short = Aprire una posizione ‘’short” significa esattamente speculare (o provare a speculare) sul processo inverso. Pensiamo ad uno scenario come questo: l’investitore, dopo aver fatto una attenta analisi del mercato, vende una data valuta a molto con il fine ultimo di ricomprarla ad un prezzo più basso. In questo caso si cercherà si vendere a molto per ricomprare a poco.

Quotazione diretta = Si definisce ”quotazione diretta” (o ”direct quotation”) l’indicazione del tasso di cambio, per un dato Paese, utilizzando la valuta utilizzata in questo Paese. Questo avviene se, per esempio, in Italia utilizziamo, per il cambio EUR/USD, la dicitura: 0,6745 EUR=1 USD.

Quotazione indiretta = C’è una ”quotazione indiretta” (o ”indirect quotation”) quando, al contrario, per un dato Paese, é l’unità di valuta ad essere indicata per mezzo della valuta utilizzata in questo stesso Paese. Questo avviene se, per  esempio, in Italia utilizziamo, per il cambio EUR/USD, la dicitura: 1 EUR=1,4825 USD.

Spread = Lo ‘’spread” é, in sostanza, il calcolo della differenza tra il prezzo della domanda e il prezzo dell’offerta. Si tratta del compenso che il broker ottiene da ogni transazione come retribuzione per il suo ruolo di mediatore nella compravendita di valute. Di solito lo spread indica anche la liquidità del mercato.

Di fatti, nel caso di spread molto bassi, come avviene di norma nel Forex, si può palare di una grande liquidità del mercato.

Spot = Quella di tipo ”Spot” è la transazione più diffusa ed utilizzata in assoluto nel Foreign Exchange Market. Alle transazioni Spot si deve una enorme fetta del turnover medio giornaliero del mercato delle valute estere Forex.  Il contratto Spot prevede che due controparti portino a termine uno scambio di valute diretto. L’unico vincolo è quello di una scadenza fissa, che diventa esecutiva dopo due giorni lavorativi a partire dall’apertura del contratto.

Stop Order = E’ un ordine la cui caratteristica intrinseca è quella di impedire le perdite improvvise causate dalle continue ed imprevedibili fluttuazioni del mercato Forex. Gli ordini di tipo Stop vengono anche percepiti dai trader come una sorta di tutela dei propri investimenti.

Con uno Stop order, infatti, il Forex trader può decidere quale sia la soglia da non superare per evitare di subire danni a causa di una fluttuazione che può diventare pericolosa: l’investitore può decidere di indicare il limite che, se superato, gli causerebbe delle perdite (per questo imposta di vendere o comprare una data valuta nel caso che questa previsione si avveri).

Swap = Sono dei contratti che appartengono alla categoria delle ”transazioni Forward”. Lo ”Swap” è uno degli strumenti finanziari più utilizzati dagli operatori del Foreign Exchange Market. Questo tipo di contratto implica che due controparti decidano di accordarsi per effettuare uno scambio di valute internazionali prevedendo che la transazione avvenga per un dato periodo di tempo.

Una volta trascorso tale lasso di tempo (predefinito in sede di accordo), le due parti si impegnano ad invertire i ruoli: chi prima vendeva ora acquista, e viceversa.

Unione Monetaria Europea (EMU) – Si tratta dell’organismo il cui scopo principale è stato quello di creare ed imporre una singola valuta Europea che ha rimpiazzato tutte le altre valute Nazionali esistenti, tra le quali la Lira (per l’Italia).

La fase transitoria ebbe inizio il 1 Gennaio 1999, nel 2002 l’Euro si è trasformata in moneta unica ed ora l’Euro esiste a tutti gli effetti come valuta ufficiale della UE: è la moneta corrente dell’Unione Europea e tutte le transazioni finanziarie relative alle coppie di valute vengono eseguite oggi rigorosamente in Euro.

US Prime Rate = Si definisce con questo termine il tasso al quale le Banche statunitensi prestano del denaro ai loro clienti aziendali primari.